Il verbo stare può svolgere la funzione di verbo aspettuale o ausiliare di tempo, collegandosi direttamente al gerundio per indicare un’azione in divenire (costruzione durativa).
Avendo una funzione ausiliare, forma un unico predicato con il verbo che accompagna.
Il verbo stare può essere coniugato in uno dei tempi semplici: indicativo presente, indicativo futuro semplice, indicativo imperfetto, condizionale presente, congiuntivo presente, congiuntivo imperfetto.
Azione in divenire
— Dove stavi andando ieri, quando ti ho telefonato?
— Francesca sta andando in bicicletta.
— Dicono che Francesca starebbe andando in bicicletta.
— Non credo che Francesca stia andando in bicicletta.
— Magari stesse andando in bicicletta!
— Dove starà andando Francesca?
E tu dove stai andando, adesso? mi dicevo. Ero sul ponte Garibaldi. Niente, sto andando in giro per la città, sto facendo una passeggiata.
Azione in divenire ripetuta o abituale
— Mario sta lavorando tutti i giorni.
— Dicono che Mario starebbe lavorando tutti i giorni.
— Credo che Mario stia lavorando tutti i giorni.
— Magari stesse lavorando tutti i giorni!
Disse finalmente: Non credi che stai lavorando troppo?
Cambiamento
— Giulio stava diventando un buon calciatore, ma ha smesso di giocare.
— Giulio sta diventando un buon calciatore.
— Aldo stava ingrassando, ma poi ha iniziato una dieta.
— Dicono che starei ingrassando.
— Magari stessi dimagrendo!
— Figlia, forse Mastro Medardo sta diventando migliore… — disse la vecchia.